Le ricevute delle multe vanno conservate per un certo arco temporale, non bisogna buttarle subito: cosa c’è da sapere.
Le ricevute delle multe pagate sono una prova da conservare molto importante, nel caso si presentasse l’eventualità di dover fronteggiare contestazioni e/o errori amministrativi. Anche se, una volta saldata la sanzione, si può pensare di gettare subito la ricevuta, è bene fare un passo indietro, in quanto è fondamentale conservarla per un certo periodo, così da tutelarsi qualora intervengano eventuali problematiche. La normativa italiana prevede specifici termini di prescrizione che regolano la possibilità per la Pubblica Amministrazione di avanzare richieste di pagamento.
Non buttare le ricevute delle multe pagate: il motivo
In generale, le multe stradali hanno un termine di prescrizione di cinque anni. Ciò significa che l’ente che ha emesso la sanzione ha cinque anni di tempo per richiedere il pagamento, anche nel caso in cui l’importo sia già stato saldato ma vi siano errori di registrazione o altri disguidi burocratici.
La ricevuta di pagamento è l’unico documento che può dimostrare, in maniera inequivocabile, l’avvenuto saldo della multa, quindi è utile conservarla per almeno cinque anni dalla data del pagamento.

Oltre alla prescrizione, va considerata la possibilità di errori amministrativi o di ricevere più richieste di pagamento su una singola sanzione. In tali casi, esibire la ricevuta permette di risolvere – in maniera veloce – la situazione senza dover affrontare procedure complesse o sostenere ulteriori costi.
Inoltre, se il pagamento è stato effettuato tramite strumenti elettronici, ad esempio bonifico bancario o carta di credito, è sempre consigliabile conservare anche gli estratti conto bancari che riportano la transazione, in modo da avere una prova ulteriore del pagamento effettuato.
Quando è possibile buttare la ricevuta
Trascorsi i cinque anni, si può ragionevolmente ritenere che il rischio di contestazioni sia nullo e pertanto, si può anche cestinare la ricevuta di pagamento anche se sarebbe sempre meglio conservarla, in quanto, in caso di ricorsi in corso o eventuali contestazioni, potrebbe sempre tornare utile per la definitiva risoluzione del problema emerso.
Se la ricevuta è cartacea, si consiglia di digitalizzarla e archiviarla in formato elettronico, in modo da avere sempre accesso al documento in caso di necessità.
C’è da dire, inoltre, che la ricevuta del pagamento effettuato per gli abbonamenti televisivi va tenuta in casa per almeno 5 anni, anche se tale termine è stato esteso a 10 da una sentenza del Tribunale di Torino. Il limite di 5 anni è imposto anche per i pagamenti mensili o trimestrali riguardanti l’affitto.
Le assicurazioni, invece, prevedono la conservazione della ricevuta per un anno. Il termine di 5 anni, inoltre, è imposto anche per le ricevute di bollette di luce, gas e acqua. Infine, per il bollo auto la ricevuta va conservata per almeno quattro anni.